g-audio magno! una g-alleria di immagini e parole

domenica 31 marzo 2013

buonaPasqua




approfitto della Pasqua
per interrompere il lungo lunghissimo
silenzio

lo so, tra le altre cose,
mi resta in sospeso il
resoconto sul corso di Sanna, ormai
invecchiato di svariati mesi
(il corso, intendo, ma anche Sanna, presumibilmente...)
e a proposito:
il fatto che questa immagine sia molto simile ad una sua
bellissima
illustrazione
è un caso, fortuito,
non voluto
anzi, non me ne ero nemmeno accorta...

AUGURI

venerdì 8 febbraio 2013

aggiornamento

 
 

grande soddisfazione
oggi tutta mia,
la piccola dittatrice non c'entra,
anche se
se scrivo solo oggi dopo secoli è
naturalmente colpa sua,
se devo ancora fare il resoconto
del bellissimo corso con Alessandro Sanna
cui ho partecipato un mese fa all'Associazione Illustratori
è sempre colpa sua
(e colpa sua se stavo per rinunciare
all'ultimo secondo!),
e se tardo con le consegne dei lavori che mi hanno
commissionato
è sempre colpa sua...
 
colpevolizzare i figli mi pare
un ottimo metodo educativo,
quando inizierà a leggere, però,
dovrò fare sparire questi post...
 
ma andiamo avanti,
perché si è svegliata e i miei minuti sono contati
 
la soddisfazione è stata vendere due disegni,
uno per la nascita di un Francesco
(significato del nome "libero", che sta là in cima)
e l'altro per un regalo ad una signorina sognatrice
con la passione per la scrittura...
questo che avevo realizzato un po' di tempo fa
per sperimentare i pantoni
che ora, tra parentesi,
sono da buttare perché
passati sotto le grinfie della
dittatrice mostruosa...

 

 
 
 
sono felice.
 
aggiungo il bigliettino
improvvisato un mese fa,
dopo il corso del suddetto geniale illustratore,
per il compleanno di un'amica.
lo aggiungo quale anticipazione
sul resoconto di cui sopra,
anche se ancora devo comperare i pennelli giusti
per emulare il suddetto geniale
(e sempre per colpa sua!)
 
 
 
 
 
dovrò ricordarmi di scrivere qualcosa sull'ultima new entri di casa wonderland:
l'abominevole uomo delle nevi
(nomo delle nevi)
invenzione paterna che ha traumatizzato la prole
e che di conseguenza ormai abita nel nostro frigo
nella duplice versione buona e cattiva,
bianca e nera
(come il lupo e come la talpa)
ma per ora sono semplicemente felice.

sabato 26 gennaio 2013

diKiwiBrufoliEaltreAmenità


sto covando questa lista ancora da natale
ma non ho avuto il tempo di disegnare nulla
perciò inserisco questa vecchia, vecchissima Alice
(2006!)
per dare voce a quella più nuova
(2010)
quella in carne ed ossa
che sempre più ci fa riflettere
e la domanda è "ma chi è, questa? chi è questa creatura
che oggi fa parte delle nostre vite, che condivide il nostro tetto(letto),
che monopolizza le nostre esistenze e che ha, indubbiamente,
una propria, autonoma personalità?"

la creatura parla
la creatura dice:

"antoia kigui" (=ancora kiwi)
non si dice kigui, amore, ma kiwi
"kigu"
no, k-i-w-i
"ki gui"
no, kiwi
"kiku"
no, amore, ascolta bene: K-I-W-I
"antoia kigui" ribadisce e chiude "si dice così: ki-gui"

vince lei

round 2

guardati, dico, sei tutta brufolosa
"anche te" risponde "sei tutta bufolosa, sulle guance, come io"

e il 3

la vado a prendere dai nonni dopo una giornata intera
e nemmeno mi degna di uno sguardo,
ma continuando a giocare domanda:
"come va?"

sotto le coperte facciamo il gioco della caverna
(inventato dal papà)
c'è un mostro, le dico
lei ride
mi proteggi? le chiedo

"ti proteggio"
sono tranquilla


ritorna il
"me lo funzioni?"
detto di foto su monitor di computer:
youtube la persuade ogni giorno di più
che ogni immagine su schermo possa
prendere vita

ed è arrivato il momento delle canzoni
e dei tormentoni:
"tubbie tubbie tubbie lava lava lava" (teletubbies)
i due liocorni
i barbapapà
"vola vola maya ape"
"o o a o" (be a body di grimes)
"boia boia" (oh yeah di bat for lashes)
"saiò" (salirò di daniele silvestri)
"la formicuzza" (una filastrocca assurda
dove il marito della formica, il grillo, si rompe
il cervello nel giorno del loro matrimonio
e che vede la formica brindare alla sua dipartita
la stessa sera
mah...)

adesso quando la saluto
(sia che vada a lavorare, sia che
la lasci dai nonni) e le dico
ciao amore, ti do un bacino
risponde
"non voglio dare un bacino"
"non voglio salutare"
nella speranza che questo impedisca la mia uscita di scena,
immagino

va così
ci tiene in pugno

sabato 12 gennaio 2013

oggiSposi




oggi si sposano Augu e Marco
:-)=
felicitazioni, ragazzi!

il post l'ho scritto ieri

la bimba ha dormito poco
e questo è il risultato
(sono soddisfatta)

dietro le mie spalle i risultati
saranno altri:
ho lasciato l'ecolina verde in balia della
piccola godzilla, con acqua, fogli di riciclo e
un pennello grosso...

la bimba ha il naso verde
il tavolino è verde
e chissà quanto verde scoprirò in giro per casa

però si applaude e si dice "bava!!!"
e continua a chiedermi
"antoia coioe"
intervallato da
"ohhhh, un paticcio"

magari porto anche lei al corso di Sanna, il 19,
potrebbe trarne risultati sorprendenti

danni collaterari:
le mani sono verdi, tutte tutte,
il nome di godzilla corrisponde,
e non viene via
nemmeno con il sapone
andremo al matrimonio con le mani verdi:
ora dovrò trovare un abito in tinta

domenica 6 gennaio 2013

eLeVacanze?





le vacanze son finite

lavorare a scuola è un ritorno al passato,
che non so se augurare a qualcuno
:-)=
ritorni a sognare gli esami e a
temere la fine delle vacanze,
ritornano i ritmi dell'infanzia/adolescenza:
studio, interrogazione, compiti,
la domenica
e ancora studio, interrogazioni e compiti
(esami?)
l'estate

poco importa se sei dall'altra parte della cattedra
il peso è lo stesso
poco importa se la tua infanzia/adolescenza sia stata
felice
mediocre
spensierata
sufficiente...
ci torni
e basta

la mia non è stata male
soprattutto il mio rapporto con la scuola non era
pessimo
anzi, me la cavavo proprio bene
ma sogno ancora gli esami e non è un bel sognare

è un po' come correre su una ruota per criceti

se un tempo si frequentava la scuola
in attesa che fosse finita,
ora non dovrà più finire:
a un anno ne seguirà un altro e un altro ancora
e quando sarà finita sarà il pensionamento
la fine

un anno via l'altro
settembre - giugno - l'estate
settembre - giugno - l'estate
e se da studente crescevi, maturavi, evolvevi
a vista d'occhio
da insegnante puoi più che altro invecchiare

a dire il vero maturi, evolvi, migliori (?) anche da insegnante,
ma oggi prevale in me il senso di caducità:
sarò in crisi di mezz'età?*

anche se fosse per fortuna sono ancora precaria
(pertanto sempre giovane, pur non anagraficamente)
e non è mica detto che sarò mai di ruolo
o che mi spetti mai una pensione

sono sollevata
e domani si ricomincia

* oppure sarà che è un mestiere difficile
   e che avere una figlia piccola ti palesa
   lo scorrere inesorabile del tempo

lunedì 24 dicembre 2012

frasarioReloaded



in questi giorni interagisco con la duenne
che conversa fluentemente con
persone viventi, pupazzi, amici immaginari
mettendoci lo stesso identico trasporto ed entusiasmo

ecco quindi che aggiorno il dizionario
estendendolo a frasario
prima di dimenticare tutto come mio
solito

tappo caduto sotto la sedia:
"non ci arrivo a prenderlo"

"ci ho arrivata"
si dice ci sono arrivata, amore
"ci sono arrivata"
"ma porca miseria è caduto ancora"

minestra:
"la rovescio e poi mescolo"
intendendo il tavolo

piadina calda:
"me la dai qui che la soffio?"

cartellone pubblicitario all'angolo della via:
"chi ha fatto quel disegno?"
pausa
"la mamma"
(che tesoro! ma era la foto di una cucina)

"come stai barbapapà?
bene"
è solita conversare con i pupazzi
mettendo loro in bocca le risposte
(niente di più pratico)

di una delle ultime mattine:
"non andare a lavorare! per favore!" in lacrime
cuore strappato in coriandoli

"vuoi funzionarlo"
intendendo una foto sul monitor
(la vorrebbe in movimento)
o alternativamente un qualsiasi apparecchio
elettrico-elettronico

ipercorrettismi:
"toglio io" (tolgo)
"puliscio io" (pulisco)
"stivalo" (singolare di stivali)
"wudo" (singolare di wudy aia)

congiuntivo??!?!??!!:
"mi sembrano che siano i palloncini"
riferito a scarabocchi circolari
da lei eseguiti

"aspetta, devo fare una cosa delicata"

"via via talpa! sei proprio dispettosa,
ti mando via, perché sei cattiva"
(riferendosi alla talpa
presente tra le pagine di
gaspare il terribile, che a quanto pare
le ha fatto un po' paura...)
e a dire il vero fa paura anche a me, adesso,
perché me la immagino gigante e ammantata,
come i mostri di "the village",
che si aggira non vista, eppure
percepita dall'occhio esp della bimba
(immagine un po' troppo kinghiana persino per me)
aiuto
ho paura

domenica 23 dicembre 2012

stranaVita



il periodo è alquanto strano:
soddisfacente
avvilente
preoccupante
divertente
imbarazzante

tutto in uno
come il detersivo per la lavastoviglie

messa da parte ogni velleità
anche lavare i piatti
può essere una soddisfazione

o bere una tisana
o vincere un premio in denaro per avere
perso alcuni chili di troppo
e insieme a questo,
che già di per sè può apparire surreale,
trascorrere una serata ai confini della realtà
(un inedito episodio di black mirror?)
mentre si sentenzia
"avessi saputo che era così non sarei venuta"
ma con un sorriso grande così

tutto molto strano

ps
collega-amica in sala insegnanti: "posso farti una
domanda imbarazzante?
sei dimagrita?"
"sì, un po'" rispondo e nel frattempo penso:
non è questa la domanda imbarazzante,
quella davvero imbarazzante sarà
"ma sei ingrassata?"
- e di nuovo!?!?!!, aggiungo io -
ma quella domanda non viene mai formulata,
sta solo sulla punta delle lingue
o nella testa di quelle come me
:-)

pps
lo scanner sciopera
foto col cell
solite chine e cannucce...

ppps
l'uccellino
è uscito da una incantata città

mercoledì 12 dicembre 2012

giraGira



gira gira e mi sveglio ogni mattina
come se dovessi trovare una direzione

in testa ho un tornello o una
porta girevole
e un traffico da ora di punta:
c'è chi entra
c'è chi esce
c'è chi blocca il flusso
incastrandosi nel mezzo
creando il caos
in questa folla brulicante
un po' indistinta

molto indistinta
se riuscissi a scorgere un volto
una sembianza
a cogliere una voce
un discorso

e invece niente
tutto gira
entra ed esce
e io posso esserne solo
immobile spettatore.
avverto una specie di sfarfallio
nella gola
ma solo questo
e la sensazione
di dovere trovare una direzione

eppure ho superato da tempo "il mezzo della nostra vita"
ho una figlia piccola che dalla cucina mi richiama insistente al dovere:
"mamma, mamma! vieni a lavare i biberon"
tra poco dovrò andare al lavoro
e quindi una direzione ce l'ho, indubbiamente ce l'ho...

resta sempre il solito quesito adolescenziale:
quella giusta?
e chissà se ne esiste una giusta

e se esistono persone giuste (o che si reputano tali)

di certo non sono una di quelle

sabato 1 dicembre 2012

finalmenteSiamoAllaFrutta


quanto corre bene la china
su una
carta liscia satinata
(da acquerello 300 g)?

corre
se la sospinge il fiato
da una cannuccia
(succhino viviverde alla pera)
e se ha la giusta inclinazione

e io ho la giusta inclinazione?

non so
di sicuro è inclinato il piano su cui corro come una bilia
da settimane
inclinato, a volte troppo...
la dieta proteica mi ha sottratto alimento ai pensieri
(il cervello necessita di zuccheri, si sa,
per funzionare)
tanto che l'altro ieri ho fatto un
involontario
esperimento sociologico
sulla popolazione sammarinese
e ho concluso che:
"una panda di 8 anni sul ciglio della strada non la ruba nessuno"
e dire che ho lasciato le chiavi infilate nella portiera
per almeno sei ore

da ieri per fortuna ho ricominciato a ingerire la frutta
e chissà che il cervello non riprenda a funzionare



lunedì 12 novembre 2012

brutteAbitudini



non ho perso l'abitudine di ammalarmi nei giorni di festa
ieri sera sono rimasta a casa, sola,
con marito e figlia a gozzovigliare da amici e amichetti,
oggi avevo preso un giorno di permesso
e mi si è tramutato in un giorno di malattia
(non ufficiale)
e domani tornerò al lavoro perché ho degli appuntamenti importanti
e intanto in gola
ho un coltello
qua
a sinistra
ecco, lì

dovrò decidermi a togliere le tonsille
ma ho paura di morire

così, meditando su queste amenità,
ho passato il tempo a sperimentare con le macchie




 
con dubbi risultati

domenica 11 novembre 2012

eIoCiProvo

 

 
 
ho inviato la domanda di partecipazione
di Paola Pallottino
 
allegando questa immagine
perché mi pareva significativa del mio ultimo periodo
professionalmente parlando
 
esorto tutte le illustratrici
(attive o parzialmente attive (!!!)
lo specificano nel bando è per questo che
non ho avuto esitazioni per una volta,
perché almeno parzialmente, sì, sono attiva, no?)
a partecipare!
 
 

sabato 10 novembre 2012

miracoliDellaNatura




gli scatti immortalati con
cellulare non rendono giustizia alla meraviglia della realtà
a volte pare che dio (o chi per lui) voglia usare
il cielo come una tela
e luce e nuvole e natura come
una personale tavolozza

 
a volte poi dio (o chi per lui) si palesa per vie
ancor più stupefacenti
e il cellulare, di nuovo, non può rendere giustizia...

 


il miracolo in questo caso è tutto domestico:
dopo una mezz'ora di favole, filastrocche, ninnenanne
che ha spezzato le mie vertebre lombari
la piccola tiranna si è addormentata nel suo lettino
con una piccola folla di sostenitori che facevano il tifo
per lei
(e per me)
in ordine, da sinistra in alto, procedendo in senso orario:
la carota, il cagnone, barbapapà, il broccolo, la fragolina
e il lupo

il messaggio mi pare chiaro:
lei non dorme da sola

biancaEatro(biancaEaltro)



ecolina warm grey, china, acrilico bianco
ed è finita la settimana

lo scorso week end siamo stati a Lucca Comics & Games
una conquista perché la bimba si è raffreddata il giorno prima
(ma l'abbiamo lasciata dai nonni ugualmente)
una condanna perché così ha contagiato la nonna
(che attualmente è, afona, in terapia antibiotica)
una maledizione perché ci ho lasciato un mezzo stipendio
(ma ne è valsa la pena)
una disdetta perché mi è sfuggito un libro che mi interessava
(Moby Dick di Alessandro Sanna, che avrei potuto avere dedicato!)
un trionfo perché tanti altri ne ho portati a casa...
(uno per tutti: zerocalcare)
(facciamo due: zannablù)

Lucca
per chi ama il fumetto, l'illustrazione
o i giochi da tavolo è un appuntamento
imperdibile

per noi questa è stata
una Lucca memorabile, direi
(direi)

il lunedì seguente, poi,
quello appena passato,
avevo un paio di appuntamenti:

1. con la mia carriera ormai naufragata di illustratrice
2. con la mia altrettanto naufragata forma fisica

il primo l'ho dovuto procrastinare (termine che
mi perseguita ultimamente: l'ho sentito la prima volta
in bocca a chi, secondo me, aveva intenzione di fare
effetto,
e sono passati anni e anni,
attualmente
mi si è ripresentato come un fantasma inquieto,
persino mio marito si è messo ad usarlo,
sarà che da qualche parte, in internet, ho pescato
un'immagine - questa - che ha aperto una falla
nella diga e il vocabolo in questione ha iniziato a defluirne,
sarà)
rimandandolo a venerdì prossimo,
sperando che l'interlocutore, persona
notoriamente accomodante e comprensiva,
;-P
si accontenti di questa prima rata ad ecolina:
è uno studio di Bianca ed Atro, i protagonisti di
Punti di Vista
(le maiuscole sono meritate e meditate,
vista la solennità dell'argomento,
si tratta infatti di un progetto libro
- chimera, utopia, miraggio -
che giace sotto la polvere da anni,
ma che, zombie o lazzaro, si sta riscuotendo)

il secondo, invece, mi ha vista puntuale
ahimè
e mi è costato
ben più di uno stipendio in euro
e una dolorosa presa di coscienza in centimetri e chilogrammi

ma almeno la mia circolazione si sta ridestando
dopo cento anni
al bacio non di un principe, ma di una serie di ripetizioni da 14

(a proposito del disegno qua in cima,
se qualcuno notasse un qualche collegamento
di questa tecnica con quella del libro che mi sono lasciata sfuggire
- quello di Sanna per intenderci -
e mi volesse fare notare che l'universo degli inchiostri dati a macchia
è ostile, impervio ed irto di ostacoli
e che Sanna è un maestro indiscusso e ineguagliabile
e che con questo disegno non faccio altro che rendermi ridicola,
gli dovrei rispondere che, sì,
ne sono pienamente consapevole, ma
che da qualche parte si deve pure incominciare
e lo pregherei, cortesemente, di farmi sapere le date del prossimo corso
tenuto da Alessandro Sanna, perché io ci sarò)

domenica 28 ottobre 2012

unAuguri(oooooooooooooo)



e dire che quando stavo rientrando
dopo il lavoro
la giornata mi era stata rischiarata da
un timido arcobaleno

poi il pomeriggio è tracollato:
insonnia molesta
un piede inspiegabilmente inservibile
(l'insonnia: la sua
il piede: il mio
il connubio: mortale)

ore trascorse a sgridarla
a zoppicarle dietro come la nonna obesa novantenne
di qualche sitcom malriuscita americana
o tedesca, se ce ne fossero...

il tentativo di riordinare la cucina
sempre claudicante
(sia io sia il tentativo)
e un rumore sospetto dalla sala
tud
mi affaccio e ha il mio telefono in mano
"alice hai fatto cadere il mio telefono?"
la risposta dallo stesso:
una seconda crepa nel cristallo

bene
ho omesso che il padre
era uscito per un intervento di lavoro
e il padre non è cardiochirurgo
è informatico, non aggiungerò altro.

perciò, in assenza di testimoni,
per scongiurare l'infanticidio
parto in macchina

il cielo si stava tingendo alla grande
come solo in questa stagione osa fare
(se l'estate è la stagione dell'anguria
e la primavera è la stagione delle fragole,
l'autunno è quella dei tramonti)
forse un tramonto-spettacolo
avrebbe potuto salvarmi/ci

ma dopo 5 minuti si è addormentata
inversione a U
e a salvarmi è stato il tavolo della cucina
(sgomberato precedentemente al costo di un
cellulare di ultima generazione)
e in più la china, l'ecolina, l'acrilico bianco,
i pastelli i pennelli i pennelli di martora e quello buffo a ventaglio
e il contenitore per il ghiaccio
trasformato in tavolozza
e qualche goccia di acqua
e qualche minuto, ora (!!!) di sonno

so che la serata così sarà rovinata
che appena ci metteremo a tavola con quei 4 amici
salterà su come un jack-in-the-box
malefico e ridanciano
ma almeno sono salva
e lo è anche lei

per ora

(il disegno è un biglietto d'auguri
e dal momento che festeggeremo domani,
domenica,
pubblicherò il post domani per non
spoilerare, anche se immagino
che la festeggiata abbia di meglio da fare
che mettersi a leggere quaggiù)

giovedì 25 ottobre 2012

tiraAriaDi




aria di nuova sperimentazione

dicevo che sarei andata a riordinare
ma un'occasione così quando mi si ripresenta:
la casa vuota, il silenzio propizio,
una penombra sorniona

così non ho richiuso nessuna boccetta,
non ho lavato nessun pennello
e mi sono rimessa al lavoro
tornando su soggetti più convenzionali

niente tempesta
solo disappunto
il disappunto di chi si vede invadere,
manipolare, utilizzare
in una parola: maternità

poi mi giunge notizia che la piccola serpe si vende per un cracker
(l'ultima volta era per un grissino)
poiché giunta dai nonni viene assalita da
inspiegabile attaccamento paterno (mi raccontano)
perdurante lunghi lunghissimi minuti
e facente temere impossibilità di abbandono di minore
fino alla proposta di un cracker
che spegne la dipendenza da umano
e accende quella da carboidrato

tutto a posto
la bimba è autonoma
(da chi avrà preso?)

oggi però madre obesa ha speso calorie
a pennellate
piuttosto che assimilarle a grandi morsi

nuove vie di chine e ecoline
chissà
ricordo post con sperimentazioni di oli e olietti
che lì giacciono abbandonati
ma è questo il bello:
imbocchi un sentiero e nulla ti vieta di
lasciarlo alla prima biforcazione
o di buttarti nel sottobosco e tracciarne uno tu,
qualche rovo ti graffierà, pazienza,
ho indosso i pantaloni lunghi

eccoGrazie



oggi ringrazio

a volte fa bene rivolgersi al creato, al creatore,
a una qualche divinità che si preferisce
e dire grazie

sono piccole cose, sono grandi cose,
sono le nostre cose e hanno valore perciò
grazie

ò_0

il disegno non c'entra nulla,
ma fa parte delle piccole cose,
il tavolo della cucina ne porta ancora i
segni
relitti di ecoline, scottex, china, matite
pennelli
pennelli
pennelli
l'acrilico bianco;
mi sono autoesiliata dalla zona lavoro
per eccessiva impraticabilità
ed ho reso così impraticabile anche la cucina,
il cui tavolo era l'unica superficie libera rimasta
ora andrò a riordinare:
le boccette vanno chiuse prima che ne evapori il contenuto
i pennelli lavati prima che l'acrilico li condanni

mi rendo conto che uno degli insegnamenti più
significativi che sto dando a mia figlia è
"chiudi i pennarelli dopo che li hai usati"
si tratta di rispetto

il mio rispetto è forse un po' selettivo

ma anche i grandi insegnamenti possono
passare attraverso le piccole cose, credo;
quando non rispetta il gatto ne porta poi i segni sulla faccia,
ma i pennarelli non si possono difendere
e non protestano
loro si asciugano
piano piano
e ci lasciano
senza un fiato

qualcuno deve pensare anche a chi è senza voce

naturalmente per ora sono sempre io a richiudere i pennarelli
a scovarne i tappi dispersi e a volte troppo tardi:
il giallo ci sta lasciando

il gatto però sta bene

ieri durante il sonnellino
mi sono coricata accanto a lei
e automaticamente mi ha infilato la mano
nello scollo della maglia, com'è sua abitudine
avendo le unghie troppo lunghe (mea culpa)
mi ha fatto male così le ho tolto la mano
bruscamente
la risposta, nel sonno, è stata:
"non ti voglio più!"

ok, mi citava,
mi accorgo di essere una madre verbalmente aggressiva

ultimamente infatti dice
"la mia mamba"
(così come
"il fantamba"
quando si mette sotto il lenzuolo)

essere una mamma mamba dovrebbe preoccuparmi:
uno dei serpenti più velenosi in natura

e invece penso che vada bene comunque
trascinate da questa tempesta di vento
cresciamo insieme
io che le insegno a chiudere i pennarelli e
lei che mi insegna a stare più attenta al peso delle parole
grazie

sabato 20 ottobre 2012

sonSoddisfazioni

Oggi mi perdo in autoelogi e simili sproloqui.

È necessario al mio umore mutevole,
alla frenesia che caratterizza i piani alti
del mio essere e le mie giornate interminabili che, ahimè,
terminano invece in un nulla di fatto familiare:
io che soccombo esausta sotto le sempre più argute
argomentazioni della bimba addormentandomi intorno alle
22.00 mentre lei, ancora piena di energie, si aggira per casa,
l'ultima volta dichiarando "si è stufata aice", solo perché
pretendevamo di metterla a letto

mi sembra che le serate non esistano più,
estirpate dalla mia agenda giornaliera...

forse è ingiusto tentare di ragionare con un
essere che ancora non ha due anni

ingiusto nei suoi e nei nostri confronti

Per questo necessito urgentemente di qualche soddisfazione
esterna al nucleo familiare, qualche soddisfazione
inaspettata
un regalo dal mondo
che puntuale è arrivato



ho ricevuto una gradita mail,
era l'autrice di quel libro che è uscito
tempo fa per un'editrice locale (Fulmino)

il libro ha vinto il primo premio al
Premio letterario nazionale “Anna Osti” di Costa di Rovigo
nella sezione narrativa edita per l'infanzia 9/13 anni,
nella motivazione si fa cenno anche alle mie illustrazioni,
alle scritte fatte a mano e alle piccole icone che corredano il testo;
presidente della commissione giudicatrice niente meno che
Luigi Dal Cin, mi hanno detto...
il mio nome come al solito non compare, ma nonostante
questo mi fa l'effetto di una boccata di ossigeno,
grazie
e complimenti alla scrittrice,
storica determinata, sapiente narratrice e bi-nonna orgogliosa






avevo ricevuto un'altra mail, tempo prima,
dalla scrittrice dei miei libri greci:
il nostro Niloufer è stato tra i sei finalisti
di un premio nazionale;
altro ossigeno, grazie mondo

oggi mi sento di nuovo allineata
a dispetto dell'adrenalina che scorre
senza scopo né motivo tutt'intorno al cuore



domenica 7 ottobre 2012

dov'èFantasma?



china nera, ecolina warm grey, grafite (hb, 3h, 5b),
pastello derwent ivory black, bianco acrilico

un lavoretto su commissione per
un giornale promozionale di teatro

un nuovo spettacolo
(compagnia fratelli di taglia)
basato su una delle favole di Ende;

la settimana è stata particolarmente impegnativa
e perciò quello che sarebbe stato il lavoro
di un giorno si è trasformato
nel lavoro di una settimana intera

incidenti di percorso:
1. scansione delle matite orribilmente deformata,
perché a metà lo scanner è stato aperto da una bimba
giustamente incuriosita dal rumore

2. attacco di insoddisfazione dell'autrice, tradottosi in
"rifare"

3. bottiglietta di china nera agguantata dal tavolo
e tradotta per casa, aperta, con risultati prevedibilmente
rovinosi; io ero fuori casa, perciò dell'evento ho sentito solo narrare,
ma il nero sotto le unghie della suddetta bimba dà conferma alle voci...

la gran parte del lavoro è stata eseguita su tavolo non conforme,
causa caos domestico;
nella penombra crepuscolare,
causa nanna della bimba;
con strumenti di riciclo,
causa periodici furti ai miei materiali da disegno,
strumenti professionali che per un'ereditarietà discutibile
diventano quotidianamente suppellettili da asilo nido...
tutto nella norma, quindi
:-)

cosa fatta capo ha
(ora speriamo che il definitivo soddisfi il cliente)

lunedì 1 ottobre 2012

ilNumero2



questa data è memorabile per 2 motivi
1 ottobre:
1. qua in repubblica è festa (la repubblica è di san marino)
2. entro oggi bisognava inviare le tavole per partecipare alla selezione di bologna
(data che la fiera anticipa di anno in anno)

partendo dal punto 2: non ho inviato nulla,
come sempre da quando vivo in wonderland*
(2 anni)
e dire che avevo un sacco di idee
(un sacco di idee quaggiù, nella valle dell'inconcludenza, sono
ben 2)

tornando al punto 1: ho lavorato,
2 schizzi ben meditati,
appena inviati,
vedremo cosa ne dirà il committente;
ma è stata comunque festa per me, perché la bimba
era in trasferta da mezzogiorno e poter
pranzare alle 2 e mezza con raschiatura di frigo,
saltabeccando da un tavolo da lavoro all'altro
senza inciampare in piagnistei alti meno di un metro
è stata una gioia...

ho avuto però anche tempo per
pensare (e come so bene nel mio caso pensare è dannoso)
giungendo alla conclusione che anche solo
2 idee per me sono troppe;
non significa nulla, lo so,
ne ho avute tante di idee nella mia vita,
povere bozze lasciate a marcire nell'ombra
o a seccarsi in riarsi solai del pensiero.
seccate e sparite.
a volte appuntate, ma comunque sparite, perché chissà
che fine ha fatto l'appunto impresso su carta grigia di oblio...

dovrei perquisire la casa/le case
tornar sui miei passi in cerca delle briciole, che chissà se ho lasciato.
quaderni, fogli, agende, blocchetti, post it (e che dire dei file perduti
nei passaggi da un computer all'altro?)
un romanzo qua, un racconto là, un progetto libro illustrato

venite a vedere il bambino mostro
il corvo e il mantello
vittoria vera
la storia di go e ccia
ali di anatroccolo
punti di vista
lupo daltonico e cappuccetto dislessico
l'enciclopedia fantastica...

chissà se esiste un cimitero delle (proprie) idee,
un cestino, come quello del pc,
dove cliccare e per miracolo ripristinare (!)
se le avessi di nuovo qui, nella memoria,
pronte per essere realizzate o scartate o derise
che ne sarebbe di me?

oggi ne ho 2
coltivate da giorni
coccolate e nutrite

sono:
1. i pianimali
2. assenza di wislawa szymborska

non le sto realizzando e non le realizzerò
e questo pesa come il mondo!


* il post bimba

domenica 30 settembre 2012

(ri)flessioniDiStile




mi domandavo

è giusto scrivere così?
senza maiuscole (quasi sempre), andando a capo secondo un criterio
imprecisato, usando una punteggiatura altalenante,
saltabeccante, inconsistente
usando un linguaggio personale, intimo
a volte mimetico

è giusto?
del resto questa,
per quanto scarsamente frequentata,
è una pagina pubblica,
quindi non scevra di responsabilità...

pubblicare significa esporsi, mettersi in gioco, o no?

ci pensavo perché
lavoro alle scuole medie
e lì dare l'esempio è fondamentale
(anche nella vita, ma spesso possiamo fingere che non sia così)
lì non basta predicare su quanto sia importante rispettare l'ortografia,
conoscere la grammatica, mantenere una coerenza (stilistica),
lì occorre dimostrare: essere un tutt'uno con la propria materia.

allora com'è che poi qui le regole possono saltare?
perché questo è il mio spazio?
perché se qualcuno volesse leggere queste righe dovrebbe sapere che
qua le regole le faccio io?
che su questo pianeta la forza di gravità non è la stessa che sulla terra?
e che le leggi della fisica non sempre corrispondono?

conoscere le regole, nella scrittura, così come nel disegno, a volte
è vantaggioso proprio perché si può decidere di ignorarle, superarle,
inventarne di proprie...

la coerenza, però, credo sia ciò che deve comunque rimanere
(oh, be', anche nella vita, ma spesso possiamo fingere che non sia così)