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mercoledì 4 maggio 2016

diSperanza



ormai qualche settimana fa scarabocchiavo questa perplessa disegnatrice di se stessa.
la speranza, si dice, è l'ultima a morire
sarà

oggi, guarda caso, all'ultima ora abbiamo letto
del "vaso di Pandora", però nel nostro libro la Speranza
non viene menzionata...
non è la speranza che rimane impigliata all'orlo del vaso
quando tutti i mali ne escono?
ma oggi all'ultima ora no: di lei nessuna traccia

e così ho concluso la mattinata
senza Speranza.

e dire che
nonostante fossi entrata in prima urlando,
forse portandomi appresso la tensione della terza
così come succede a casa, quando urlo a destra e a manca
perché c'è qualcosa che mi è rimasto attaccato addosso,

e dire che tutto poi
tra un Narciso e un Prometeo, un'aquila divoratrice di fegati,
altre vendette divine e qualche amore infelice, come spesso capita in letteratura,

e dire che tutto poi si era concluso
con il suono della campana
nel migliore dei modi,
nel migliore dei modi possibili...

perché, allora, sono ancora qui a riflettere su quella casuale mancanza
all'ultima ora?

poi per fortuna leggo il titolo che ho scritto
con il consueto vezzo di non lasciare spazi tra le parole
lo leggo con nuovi occhi, gli occhi di chi si sta smarrendo e trova un appiglio
"diSperanza"
e mi rincuoro

è "disperanza", quindi, quella che sento
non disperazione né, tantomeno,  mancanza di speranza,
solo disperanza, passerà,
nonostante le incomprensioni, i conflitti, i dispetti, le ripicche,
le vendette divine e qualche amore infelice, come spesso capita in letteratura
e nella vita reale

passerà
ma la speranza resterà

lunedì 13 luglio 2015

unNuovoNome




è nato Nicola
i suoi amici lo chiamano "giggino"
così diventa un super eroe

nomen omen

perché Nicola significa 
"vincitore del popolo"
nike = vittoria
laos/leos = popolo*

un super eroe, appunto!
con una squadra di compagni pupazzi

sono contenta ed emozionata
perché sono ancora capace di disegnare...
la mano è calda di nuovo:
ora al lavoro!!!!!

*in questa versione infatti avevo scritto "laos",
ma nella versione consegnata ho preferito "leos"
(un vezzo dell'ultimo minuto)

domenica 23 novembre 2014

diCompleanni



auguri Presidente!
un biglietto ispirato alla "giocata del giovedì"
che tante tante soddisfazioni
(ed emozioni)
ci sta regalando

grazie
e grazie al prof. Savalas

domenica 16 novembre 2014

terapiaIntensiva


disegnare fa bene

oggi io e la bimba abbiamo disegnato insieme
io: acrilico
lei: tempere

io: mio tavolo inclinato
lei: suo tavolino ikea

papà: videogame

allo stereo: la sirenetta inceppata sulle note finali
(lo stereo sta tirando le cuoia, pace all'anima sua)

una bella domenica
pomeriggio

ora: fissativo acrilico impesta l'aria
la sirenetta simula musica sperimentale d'avanguardia

tutto sommato
la vita è bella

domenica 12 ottobre 2014

40milaAuguri



festa a sorpresa

40 anni
e in 4 e 4 = 8 biglietto fatto

mezz'ora tra regalo e doccia
e torta e via
una passata di phon per asciugare l'acrilico
e... sorpresa!


certo
manca la piega del sorriso
e lo sguardo non è brillante quanto il suo

ma il rosso è potente
e il nero altrettanto

basta dichiarare e sottolineare ed enfatizzare
quello che NON è
quello che NON sono
quello che NON so

questo è
e mi piace

domenica 7 settembre 2014

Apricanimali



Ecco il progetto che ho lasciato
alla fine della residenza artistica
all'Atelier A di Apricale
(o lascerò perché lo devo ancora spedire)

GLI APRICANIMALI

una serie di personaggi fantastici
(che rispolverano questo mio vecchio progetto)
ispirati in primis alle peculiarità del luogo
e poi a giochi di parole che da sempre sono
la mia passione...

quindi ecco lassù in apertura lo
"stercorario dei caruggi"
creatura riservata ed introversa,
ha il suo habitat nei piccoli centri abitati.
quotidianamente si dedica con istintiva abnegazione 
al lustro - e all'igiene - del paese




e a seguire il
"gecoratore d'esterni"
creatura estroversa, comunicativa
indubbiamente egocentrica,
amante della parola, del bello e soprattutto 
del suono della propria voce.
gode in particolar modo del tepore della pietra dei castelli





e ancora lo
"scampanarino di Ferragosto"
creatura timida, solitaria e misteriosa
nidifica a medie altitudini, prediligendo i campanili;
si mostra un solo giorno all'anno,
il 15 di agosto, per dar sfogo alla 
propria smodata passione musicale





ed è proprio il caso di dirlo
dulcis in fundo i
"conigli con Rossese"
creature taciturne, schive, a volte malmostose,
vivono appartate in luoghi freschi e asciutti;
eppure, per il puro gusto della loro compagnia,
sono spesso ospiti d'onore di cene e di banchetti

qui di seguito la spiegazione
tediosa e prolissa
delle origini di ognuna delle opere
(saltate pure)

STERCORARIO
ispirato dalla presenza, nei vicoli più fuori mano del paese,
di qualche "lascito maleodorante"
da parte di cagnolini bradi

GECORATORE
il gioco di parole è tra geco
poiché il nome del castello di Apricale è
Castello della Lucertola
e oratore
poiché i quindici giorni che ho trascorso in paese
erano sottesi dagli spettacoli del
Teatro della Tosse di Genova,
per cui ad ogni angolo di strada un palco
e un attore declamante battute;
ho aggiunto "d'esterni" per il bisticcio
con decoratore d'interni, in quanto un geco
per natura decora le pareti di una casa
solitamente dal di fuori

SCAMPANARINO
il campanile di Apricale
il giorno di Ferragosto ha dato spettacolo
con ore e ore di festosi rintocchi
come testimoniato dai residenti nelle vicinanze della chiesa

CONIGLI
il piatto tipico della zona è il coniglio
il vino tipico il Rossese
tutto qua
(buon appetito)

sabato 23 agosto 2014

qualcheAltraCreaturaApricalina









sulla mia parete dell'Atelier pian pianino
si sono moltiplicati gli abitanti

un paio di bimbalberi
una sognatrice pensierosa che cerca la chiave della propria esistenza
(!!!)
un'altra sirena sulla bici del campanile
e là in cima i biglietti da visita
opere uniche realizzate a mano
dal momento che non sono stata
abbastanza organizzata da procurarmene di tipografici
come si dice?
di necessità virtù!

venerdì 22 agosto 2014

natiEvendutiAdApricale








ecco alcune delle creature che hanno avuto origine
durante la residenza
inizio da quelle che lì son nate e che sempre lì
hanno trovato un padrone...

la sirena sulla bici del campanile 
è stata scelta per una nipotina;
giordano 
e giacomo (il bimbo "beatle" con la batteria in testa)
sono nati su commissione delle loro favolose mamme;
la tartaruga astronauta, invece,
è andata in regalo a ettore, fratellino di giordano;
peter pan sulla bici del campanile
era sul muro quando è stato scelto da una giovane coppia simpatica;
il "mostro castoro" è stato adottato da Alessandro, un attore
della Tosse, che l'ha ribattezzato "topo del lunedì";
infine "roberta in attesa" è stata un dono
per Roberta, che gestisce l'Atelier e che ha una pancia abitata
da una bimba, che avrà un nome con la A o con la F o con la Z...

all'appello mancano due opere realizzate a 4 mani,
le mie e di Mara,
con grande soddisfazione, devo dire!,
la prima
commissionataci da Gabriele dell'Atelier
la seconda che serve a me per un regalo
entrambe
coperte ancora per un po' da segreto d'ufficio...

giovedì 21 agosto 2014

ApricaleMonAmour


panorama di Apricale.
Immaginate la musica dell'"intervallo"
chi se lo ricorda è anziano, come me...
:-)
per quindici giorni però sono tornata giovane.
giovane come non ero mai stata, a dire il vero.

ho assaporato una condizione aliena:
ero single, senza prole e artista pura
aliena appunto

Ad Apricale, in provincia di Imperia, 
c'è l'Atelier A, dove gli artisti più svariati
possono insediarsi e fare come se fossero "a casa propria"
in cambio di un'opera, un progetto, un elaborato a tema apricalese.
nelle due settimane centrali di agosto è stato il turno mio
e della mia amica Mara, che padroneggia la mokuhanga.
lavoravamo una di fronte all'altra, agli estremi di un tavolo bianco 
già alquanto vissuto, chiacchierando, scherzando, insultandoci allegramente
come se non fossero passati tre anni dall'ultima volta che ci eravamo viste.
dalla finestra dello studio il panorama era questo


nello studio solo strumenti del mestiere
e nella testa solo il mestiere, nel mio caso l'illustrazione...


devo ammetterlo: me la sono goduta
disegno, bella gente, buon cibo, aria pura e...
una bicicletta sul campanile del paese
e personaggi di Luzzati che si affacciavano dalle finestre del castello
che di nome fa "lucertola" (una fiaba già solo questo)


e a pochi passi un ponte da troll



e tanto altro che, nella mia reclusione artistica, mi sono persa.

ho abbozzato tre progetti prima di giungere a quello definitivo
(gli Apricanimali, creature minime, peculiari di cui parlerò più avanti)
poi ho realizzato disegni su commissione
ho sperimentato le potenzialità della tecnica
(china, ecolina, acrilico, grafite, pastelli...)
fatto passeggiate


assistito alla prima dello spettacolo teatrale
("Scacco Matto", messo in scena dalla compagnia di Genova
Teatro della Tosse nelle vie del paese)
ho pranzato e cenato più volte al ristorante A Ciassa (la piazza)
sorseggiando il bianco frizzantino della casa.

e intanto per dieci giorni marito e figlia a casa da soli
abbandonati a loro stessi
allo stato brado.
non se la sono cavata male però,
mi hanno raggiunta vivi, vegeti, affiatati,
accomunati da esperienze di serate con gli amici, giornate in spiaggia e
per ultimo agriturismo con cavalli e altri animali.

bilancio delle due settimane:
positivo

mi fermo qui
non so che dire di più
ora mi aspetta il ritorno alla realtà, che spaventa sempre un po'

lunedì 18 agosto 2014

partitiPerIlMondo








queste mie "antiche" creature sono partite,
adottate:
ormai cresciute, se ne sono andate...

uno degli effetti della residenza artistica ad Apricale
dove
inaspettatamente
ho anche venduto!

con orgoglio e un po' di apprensione
i miei "bimbi" li ho lasciati andare

Poi dovrò scrivere qualcosa di più 
su questa esperienza all'Atelier A
sulle altre creature adottate
sulla magia del luogo
e delle persone

scriverò,
ma non subito,
perché nel presente
di ritorno a casa, oggi,
ho il mio cuore ancora ad Apricale...

mercoledì 9 aprile 2014

c'èUnGioco


uno studente di terza media
uno speciale dal nome speciale, che non dirò,
esibiva oggi sul banco due miniature dipinte di tutto punto.
scriveva un tema ambientato
"in un'epoca in cui i campanelli non esistono"
scrivi "bussarono alla porta" suggerisco io
e in una locanda non meglio precisata un nano e un umano
entrarono ordinando del sidro.
l'umano è sfacciatamente un mago,
il nano chissà...
faccio il giro dell'aula,
altre storie di campanelli suonati
(il campanello è nella traccia)
fioccano le bambine assassine,
i mariti avvelenatori, i killer seriali,
quante disgrazie da un semplice campanello.

torno dal mago e dal nano,
chiacchiera chiacchiera
stanno partendo per una quest,
ma lo studente dal nome speciale non la chiama così,
per ora,
però ci tiene a spiegare: "c'è un gioco...", dice
"che si chiama Dungeons and Dragons"
"sì, lo so"
"lo conosce?" perplesso
"ci gioco tutti i giovedì sera"
pausa lunga
"ancora?", incredulo
dentro sogghigno
ancora, sì
mi mostra il suo set di dadi
mi complimento
e riprendo il giro dei thriller e degli horror

e penso che insegnare a volte valga proprio la pena

mercoledì 12 marzo 2014

tendenteAll'Autodistruzione



sono io
mi autodistruggo da sempre.

se mi si chiede "cosa fai adesso", io come rispondo?
prendo tutti (tutti) gli aspetti negativi della mia attuale esistenza e li squaderno con allegrezza,
e se non ce ne sono abbastanza li invento,
e se fino al minuto prima
stavo dichiarando a qualcun altro (più amato, certo)
persino con fierezza "che soddisfazione!",
alla domanda fatidica
sono solo capace di enfatizzare le ombre,
i risvolti bui, le negatività...
e finisco per dipinger la mia vita
come un horror senza scampo.
e nemmeno me ne accorgo.
lo faccio e basta, per amore di commedia
per drammatizzazione per... tendenza all'autodistruzione
.

ho un'ossessione
quella di non cedere al vanto
(quando lo faccio, poi mi sento in colpa)
e così mi convinco che non ci sia poi molto di cui vantarsi

prendiamo questo fatidico laboratorio
come lo descriverei?
tendendo all'autodistruzione naturalmente

ci sono ragazzi e ragazze che con determinazione da giovani amanuensi
compongono e illustrano
miniano pagine
cesellano versi
e io penso a loro almeno un minuto del mio pomeriggio?
[...]
e poi ci sono loro:
i disfattisti
quelli che non volevano essere qui
quelli che a domanda "come vi sembra questa esperienza?"
rispondono: "noiosa, in questo laboratorio si fanno cose noiose"
che all'inizio della sessione commentavano "queste cose si fanno all'asilo"
e dieci minuti dopo annaspano annichiliti da un foglio di carta
che non sono più in grado di domare, perché troppo superbi per seguire le tue istruzioni,
bene.

a chi penso io durante il mio pomeriggio?
proprio a loro, ai "cattivi"
perché ho una passione per i cattivi,
un'adorazione per i discoli e per i birbanti, apprezzo l'ironia,
lo humor, anche lo scazzo, perché no...
ed è a loro che desidero arrivare, ai cattivi,
perché i buoni apprenderebbero comunque, con o senza di me,
ma sono i cattivi che vanno catturati, come le farfalle con il retino
o come gli orsi grizzly con la tagliola.

Ora però che è pomeriggio
e che, con un discreto mal di testa, sono qui
a riflettere tra me e me, mi domando: ne vale la pena?

l'insegnante, è proprio vero,
è uno di quei mestieri in cui non si può mai smettere di imparare:
si impara dal di sopra dal di sotto si impara dai lati
si impara
se si vuole

io ho imparato questo:
domani mi dedicherò ai buoni
perché anche loro meritano di consumare
un po' della mia energia

lunedì 10 marzo 2014

laPrimaVolta



oggi a scuola parte la
SETTIMANA DEI LABORATORI
ed è proprio così: tutta di maiuscole

la consueta didattica si sospende
le classi si rimescolano
- prime con seconde e addirittura con terze! -
i consigli di classe fanno lo stesso
anzi, si polverizzano,
e si creano squadre di insegnanti pluridisciplina
che con didattica laboratoriale
puntano diritto alle competenze!

nel mio laboratorio 
si fanno libri
- guarda il caso -
libri illustrati per di più...

il modello del libro è tratto da
mi faccio un libro dell'editore sonda
i contenuti saranno haiku, calligrammi,
giochi di parole, anagrammi, poesie visive
e qualche immagine, perché no...

per me e la collega di lettere che l'ha elaborato con me
è la prima volta

chediocelamandibuona

giovedì 22 agosto 2013

ilPunturaBabbi




non scrivo da secoli
la vita è scorsa via
la scuola è finita (e sta per ricominciare),
siamo stati in vacanza,
ho compiuto gli anni...
il marito si è operato al menisco
e ogni sera si faceva un'iniezione di eparina nella pancia,
la bimba era molto affascinata da questo gesto quotidiano

"ti faccio la puntura",
esclama una sera,
"io sono il puntura-babbi"

diagnosi:
dice il papà: "il ginocchio del babbo ha fatto crack"
parafrasa la bimba: "ha fatto cra, come le rane"

a tavola scodellando cucchiaiate di maccheroni
nel piatto del papà:
"verso un po' di pappa al nonn...
verso un po' di pappa a quello lì"

sgranando fagioli borlotti:
"io sono la contadina sbuccia-fagioli"
(meglio del presidente-operaio)

in auto:
"A me mi piacciono gli alberi grandi
e la luna
e anche i fiorellini
e anche le margherite..."

scene di ordinaria follia familiare:
la bimba con il papà
"papà, ti leggo un ibo?"
"sì, grazie"
"c'era una volta questo"
"..."
"è bello, eh?"
"mah..."

e infine:
"magi magi mucchi mucchi"
formula magica per ogni necessità...

ps
in alto draghi a cuore
pensierino per amici
china ecolina acrilico bianco pastelli grafite
non c'entrano nulla con il post

sabato 12 gennaio 2013

oggiSposi




oggi si sposano Augu e Marco
:-)=
felicitazioni, ragazzi!

il post l'ho scritto ieri

la bimba ha dormito poco
e questo è il risultato
(sono soddisfatta)

dietro le mie spalle i risultati
saranno altri:
ho lasciato l'ecolina verde in balia della
piccola godzilla, con acqua, fogli di riciclo e
un pennello grosso...

la bimba ha il naso verde
il tavolino è verde
e chissà quanto verde scoprirò in giro per casa

però si applaude e si dice "bava!!!"
e continua a chiedermi
"antoia coioe"
intervallato da
"ohhhh, un paticcio"

magari porto anche lei al corso di Sanna, il 19,
potrebbe trarne risultati sorprendenti

danni collaterari:
le mani sono verdi, tutte tutte,
il nome di godzilla corrisponde,
e non viene via
nemmeno con il sapone
andremo al matrimonio con le mani verdi:
ora dovrò trovare un abito in tinta

sabato 10 novembre 2012

miracoliDellaNatura




gli scatti immortalati con
cellulare non rendono giustizia alla meraviglia della realtà
a volte pare che dio (o chi per lui) voglia usare
il cielo come una tela
e luce e nuvole e natura come
una personale tavolozza

 
a volte poi dio (o chi per lui) si palesa per vie
ancor più stupefacenti
e il cellulare, di nuovo, non può rendere giustizia...

 


il miracolo in questo caso è tutto domestico:
dopo una mezz'ora di favole, filastrocche, ninnenanne
che ha spezzato le mie vertebre lombari
la piccola tiranna si è addormentata nel suo lettino
con una piccola folla di sostenitori che facevano il tifo
per lei
(e per me)
in ordine, da sinistra in alto, procedendo in senso orario:
la carota, il cagnone, barbapapà, il broccolo, la fragolina
e il lupo

il messaggio mi pare chiaro:
lei non dorme da sola

biancaEatro(biancaEaltro)



ecolina warm grey, china, acrilico bianco
ed è finita la settimana

lo scorso week end siamo stati a Lucca Comics & Games
una conquista perché la bimba si è raffreddata il giorno prima
(ma l'abbiamo lasciata dai nonni ugualmente)
una condanna perché così ha contagiato la nonna
(che attualmente è, afona, in terapia antibiotica)
una maledizione perché ci ho lasciato un mezzo stipendio
(ma ne è valsa la pena)
una disdetta perché mi è sfuggito un libro che mi interessava
(Moby Dick di Alessandro Sanna, che avrei potuto avere dedicato!)
un trionfo perché tanti altri ne ho portati a casa...
(uno per tutti: zerocalcare)
(facciamo due: zannablù)

Lucca
per chi ama il fumetto, l'illustrazione
o i giochi da tavolo è un appuntamento
imperdibile

per noi questa è stata
una Lucca memorabile, direi
(direi)

il lunedì seguente, poi,
quello appena passato,
avevo un paio di appuntamenti:

1. con la mia carriera ormai naufragata di illustratrice
2. con la mia altrettanto naufragata forma fisica

il primo l'ho dovuto procrastinare (termine che
mi perseguita ultimamente: l'ho sentito la prima volta
in bocca a chi, secondo me, aveva intenzione di fare
effetto,
e sono passati anni e anni,
attualmente
mi si è ripresentato come un fantasma inquieto,
persino mio marito si è messo ad usarlo,
sarà che da qualche parte, in internet, ho pescato
un'immagine - questa - che ha aperto una falla
nella diga e il vocabolo in questione ha iniziato a defluirne,
sarà)
rimandandolo a venerdì prossimo,
sperando che l'interlocutore, persona
notoriamente accomodante e comprensiva,
;-P
si accontenti di questa prima rata ad ecolina:
è uno studio di Bianca ed Atro, i protagonisti di
Punti di Vista
(le maiuscole sono meritate e meditate,
vista la solennità dell'argomento,
si tratta infatti di un progetto libro
- chimera, utopia, miraggio -
che giace sotto la polvere da anni,
ma che, zombie o lazzaro, si sta riscuotendo)

il secondo, invece, mi ha vista puntuale
ahimè
e mi è costato
ben più di uno stipendio in euro
e una dolorosa presa di coscienza in centimetri e chilogrammi

ma almeno la mia circolazione si sta ridestando
dopo cento anni
al bacio non di un principe, ma di una serie di ripetizioni da 14

(a proposito del disegno qua in cima,
se qualcuno notasse un qualche collegamento
di questa tecnica con quella del libro che mi sono lasciata sfuggire
- quello di Sanna per intenderci -
e mi volesse fare notare che l'universo degli inchiostri dati a macchia
è ostile, impervio ed irto di ostacoli
e che Sanna è un maestro indiscusso e ineguagliabile
e che con questo disegno non faccio altro che rendermi ridicola,
gli dovrei rispondere che, sì,
ne sono pienamente consapevole, ma
che da qualche parte si deve pure incominciare
e lo pregherei, cortesemente, di farmi sapere le date del prossimo corso
tenuto da Alessandro Sanna, perché io ci sarò)

domenica 28 ottobre 2012

unAuguri(oooooooooooooo)



e dire che quando stavo rientrando
dopo il lavoro
la giornata mi era stata rischiarata da
un timido arcobaleno

poi il pomeriggio è tracollato:
insonnia molesta
un piede inspiegabilmente inservibile
(l'insonnia: la sua
il piede: il mio
il connubio: mortale)

ore trascorse a sgridarla
a zoppicarle dietro come la nonna obesa novantenne
di qualche sitcom malriuscita americana
o tedesca, se ce ne fossero...

il tentativo di riordinare la cucina
sempre claudicante
(sia io sia il tentativo)
e un rumore sospetto dalla sala
tud
mi affaccio e ha il mio telefono in mano
"alice hai fatto cadere il mio telefono?"
la risposta dallo stesso:
una seconda crepa nel cristallo

bene
ho omesso che il padre
era uscito per un intervento di lavoro
e il padre non è cardiochirurgo
è informatico, non aggiungerò altro.

perciò, in assenza di testimoni,
per scongiurare l'infanticidio
parto in macchina

il cielo si stava tingendo alla grande
come solo in questa stagione osa fare
(se l'estate è la stagione dell'anguria
e la primavera è la stagione delle fragole,
l'autunno è quella dei tramonti)
forse un tramonto-spettacolo
avrebbe potuto salvarmi/ci

ma dopo 5 minuti si è addormentata
inversione a U
e a salvarmi è stato il tavolo della cucina
(sgomberato precedentemente al costo di un
cellulare di ultima generazione)
e in più la china, l'ecolina, l'acrilico bianco,
i pastelli i pennelli i pennelli di martora e quello buffo a ventaglio
e il contenitore per il ghiaccio
trasformato in tavolozza
e qualche goccia di acqua
e qualche minuto, ora (!!!) di sonno

so che la serata così sarà rovinata
che appena ci metteremo a tavola con quei 4 amici
salterà su come un jack-in-the-box
malefico e ridanciano
ma almeno sono salva
e lo è anche lei

per ora

(il disegno è un biglietto d'auguri
e dal momento che festeggeremo domani,
domenica,
pubblicherò il post domani per non
spoilerare, anche se immagino
che la festeggiata abbia di meglio da fare
che mettersi a leggere quaggiù)

giovedì 25 ottobre 2012

eccoGrazie



oggi ringrazio

a volte fa bene rivolgersi al creato, al creatore,
a una qualche divinità che si preferisce
e dire grazie

sono piccole cose, sono grandi cose,
sono le nostre cose e hanno valore perciò
grazie

ò_0

il disegno non c'entra nulla,
ma fa parte delle piccole cose,
il tavolo della cucina ne porta ancora i
segni
relitti di ecoline, scottex, china, matite
pennelli
pennelli
pennelli
l'acrilico bianco;
mi sono autoesiliata dalla zona lavoro
per eccessiva impraticabilità
ed ho reso così impraticabile anche la cucina,
il cui tavolo era l'unica superficie libera rimasta
ora andrò a riordinare:
le boccette vanno chiuse prima che ne evapori il contenuto
i pennelli lavati prima che l'acrilico li condanni

mi rendo conto che uno degli insegnamenti più
significativi che sto dando a mia figlia è
"chiudi i pennarelli dopo che li hai usati"
si tratta di rispetto

il mio rispetto è forse un po' selettivo

ma anche i grandi insegnamenti possono
passare attraverso le piccole cose, credo;
quando non rispetta il gatto ne porta poi i segni sulla faccia,
ma i pennarelli non si possono difendere
e non protestano
loro si asciugano
piano piano
e ci lasciano
senza un fiato

qualcuno deve pensare anche a chi è senza voce

naturalmente per ora sono sempre io a richiudere i pennarelli
a scovarne i tappi dispersi e a volte troppo tardi:
il giallo ci sta lasciando

il gatto però sta bene

ieri durante il sonnellino
mi sono coricata accanto a lei
e automaticamente mi ha infilato la mano
nello scollo della maglia, com'è sua abitudine
avendo le unghie troppo lunghe (mea culpa)
mi ha fatto male così le ho tolto la mano
bruscamente
la risposta, nel sonno, è stata:
"non ti voglio più!"

ok, mi citava,
mi accorgo di essere una madre verbalmente aggressiva

ultimamente infatti dice
"la mia mamba"
(così come
"il fantamba"
quando si mette sotto il lenzuolo)

essere una mamma mamba dovrebbe preoccuparmi:
uno dei serpenti più velenosi in natura

e invece penso che vada bene comunque
trascinate da questa tempesta di vento
cresciamo insieme
io che le insegno a chiudere i pennarelli e
lei che mi insegna a stare più attenta al peso delle parole
grazie

sabato 20 ottobre 2012

sonSoddisfazioni

Oggi mi perdo in autoelogi e simili sproloqui.

È necessario al mio umore mutevole,
alla frenesia che caratterizza i piani alti
del mio essere e le mie giornate interminabili che, ahimè,
terminano invece in un nulla di fatto familiare:
io che soccombo esausta sotto le sempre più argute
argomentazioni della bimba addormentandomi intorno alle
22.00 mentre lei, ancora piena di energie, si aggira per casa,
l'ultima volta dichiarando "si è stufata aice", solo perché
pretendevamo di metterla a letto

mi sembra che le serate non esistano più,
estirpate dalla mia agenda giornaliera...

forse è ingiusto tentare di ragionare con un
essere che ancora non ha due anni

ingiusto nei suoi e nei nostri confronti

Per questo necessito urgentemente di qualche soddisfazione
esterna al nucleo familiare, qualche soddisfazione
inaspettata
un regalo dal mondo
che puntuale è arrivato



ho ricevuto una gradita mail,
era l'autrice di quel libro che è uscito
tempo fa per un'editrice locale (Fulmino)

il libro ha vinto il primo premio al
Premio letterario nazionale “Anna Osti” di Costa di Rovigo
nella sezione narrativa edita per l'infanzia 9/13 anni,
nella motivazione si fa cenno anche alle mie illustrazioni,
alle scritte fatte a mano e alle piccole icone che corredano il testo;
presidente della commissione giudicatrice niente meno che
Luigi Dal Cin, mi hanno detto...
il mio nome come al solito non compare, ma nonostante
questo mi fa l'effetto di una boccata di ossigeno,
grazie
e complimenti alla scrittrice,
storica determinata, sapiente narratrice e bi-nonna orgogliosa






avevo ricevuto un'altra mail, tempo prima,
dalla scrittrice dei miei libri greci:
il nostro Niloufer è stato tra i sei finalisti
di un premio nazionale;
altro ossigeno, grazie mondo

oggi mi sento di nuovo allineata
a dispetto dell'adrenalina che scorre
senza scopo né motivo tutt'intorno al cuore